Ilaria Caprioglio per Disconnect: «I giovani basano la propria autostima su like e follower»

541753_636062123112336_429511826_n
Ilaria Caprioglio, avvocato, ed ex modella

 

Violenza di genere e cyberbullismo, questi sono i temi portanti di Disconnect – La Scuola e la rete contro la Violenza di Genere, il progetto pilota ideato dal Festival dell’Eccellenza al Femminile che si pone l’obbiettivo di sensibilizzare diversi soggetti sociali quali studenti, docenti, famiglie e opinione pubblica sul problema della violenza tra i giovanissimi. 

Ilaria Caprioglio, avvocato e scrittrice attenta alle tematiche giovanili,  è uno dei punti di riferimento del progetto Disconnect La Scuola e la Rete conto la Violenza di Genere che partirà il 14 marzo 2016 alle 17, con una tavola rotonda alla Biblioteca Berio di Genova. Noi del blog metticcilcuoreanchetu abbiamo deciso di rivolgere all’avvocato ed ex modella qualche domanda relativa alla violenza in rete , ecco cosa ci ha risposto.

1) Quanto è grave il fenomeno della violenza in rete e quali conseguenze psicologiche ha sui giovani che ne sono vittime?

Secondo i recenti dati forniti dall’organizzazione internazionale Save the Children per i 2/3 dei minori italiani il cyberbullismo rappresenta la più grave minaccia che aleggia nella loro vita e arriva a compromettere il rendimento scolastico, a ridurre il desiderio di frequentazione sociale comportando, in taluni casi, gravi conseguenze psicologiche quali la depressione, l’autolesionismo o i disturbi del comportamento alimentare.

2) Il bullismo c’è sempre stato, il cyberbullismo è un fenomeno recente. È possibile che il secondo sia più invasivo perché mette a nudo chi ne è vittima sulla piazza virtuale dei social network, nonostante il primo sia più diretto? E quali sono le differenze sostanziali tra il “bullismo storico” e quello che trova nei social network il suo campo di battaglia?

Sicuramente il cyberbullismo è più invasivo del bullismo non solo in quanto l’atto viene documentato da immagini o video che rappresentano per il carnefice un trofeo da esibire in rete attraverso i social network o le chat di gruppo come quelle di WhatsApp che fungono da cassa di risonanza ma, soprattutto, perché segue la vittima ovunque, non resta relegato in un determinato contesto quale il cortile della scuola o gli spogliatoi della palestra. Il soggetto preso di mira da questa gogna mediatica porta sempre con sé lo strumento che la veicola, lo smartphone, e da quello strumento sovente non è in grado di prescindere; molti giovani si consegnano al loro aguzzino in quanto non hanno la forza di cancellarsi dalla chat o dalla piattaforma dove si infierisce contro di lui: per un ragazzo essere online significa esistere, non essere tagliato fuori dal gruppo, avere una identità.

3) Molte condotte negative portate avanti su internet da ragazzi e ragazze avvengono in anonimato. Quali sono le motivazioni che spingono un adolescente a ferire e danneggiare un proprio coetaneo senza mostrarsi?

I giovani spesso fanno naufragio sulla piattaforma di Ask for me: un social network, nato nel 2010 in Lettonia, basato sulle domande e sulle risposte degli oltre sessantacinque milioni di utenti, per la maggior parte adolescenti in fuga da Facebook frequentato da troppi genitori e privo, per il momento, dell’opzione che garantisca l’anonimato. Complice proprio l’ambita possibilità di askare in forma anonima e di seguire gli amici senza che questi lo sappiano, Ask.fm è diventato il regno dei cyberbulli che feriscono i coetanei più fragili, quelli non omologati al gruppo, mossi dagli stessi meccanismi che spingono gli adulti all’intolleranza digitale, sdoganata da un linguaggio insultante e aggressivo, che si fa strada a colpi di tweet misogini, razzisti, omofobi, antisemiti tutti figli dell’odio che online è alimentato proprio dalla de-individuazione dell’autore.

4) Quanto la ricerca del consenso sui social network sta scollando le nuove generazioni dalla realtà? E perché il consenso o comunque l’interazione con le piattaforme social è così importante per gli adolescenti di oggi? Ritiene possibile affermare che i social network hanno cambiato la socializzazione giovanile.

Ormai molti giovani basano la propria autostima sui like che ricevono o sui followers che possono annoverare, per loro non esiste differenza fra il mondo reale e quello virtuale anzi tendono a rifugiarsi nel secondo alla ricerca di dialogo e appartenenza salvo, poi, raccogliere insulti e scherzi pesanti capaci di innescare le reazioni smisurate tipiche dell’adolescenza. Gli attuali adolescenti stanno, quindi, sperimentando una nuova forma di socialità consumata online che attribuisce al gruppo una funzione preponderante. E’ diventato  fondamentale, ormai, appartenere a una determinata comunità e per raggiungere tale scopo il giovane deve omologarsi nei gusti o nei comportamenti, evitando lo scontro o il dissenso, al fine di conformarsi all’opinione di colui che viene individuato attraverso il numero di like come un leader digitale. Paradossalmente l’eccesso di libertà, correlato a un allentamento di controllo a livello sociale, ha reso tutti vittime del desiderio di uniformità. All’interno di simili agglomerati virtuali gli adolescenti assumono le sembianze di un gregge formatosi per placare l’ansia di appartenenza, nonostante esso rappresenti un insieme di individui isolati che si muovono allo stesso modo senza, tuttavia, condividere realmente nulla eccetto la volontà di non venire stigmatizzati ed esclusi in quanto diversi.

5) Cosa spinge il branco digitale a non fermarsi anche quando le persecuzioni sui social diventano insostenibili per le vittime?

Il branco digitale, come qualsiasi branco, non medita sulle conseguenze delle proprie azioni, agisce spinto dal consenso di tutti i suoi componenti insensibile a qualsiasi atteggiamento empatico che lo farebbe fermare a riflettere, prima di schiacciare sul tasto invio, sulle parole appena scritte e sull’effetto che quelle parole potrebbero sortire sulla vittima prescelta. Come aveva scritto Carolina la quattordicenne che si è tolta la vita dopo che l’ex fidanzato in occasione di una festa, insieme ad altri amici, aveva approfittato di lei ubriaca sottoponendola a insulti e violenze debitamente filmati per poi essere postati su Facebook: “… le parole fanno più male delle botte…”.

6) La scuola e i suoi docenti sono preparati sul linguaggio social o sono anche essi vittime del gap tecnologico? E cosa dovrebbero fare gli adulti per educare i giovani ad un uso corretto dei social network?

I docenti sono quasi sempre i primi a percepire la situazione di disagio che sta vivendo un giovane, tuttavia pochi sono preparati, in quanto adulti e quindi migranti digitali, a parlare il linguaggio dei nativi digitali e a porre in essere strategie di prevenzione su queste problematiche. Si può affermare come il crescente fenomeno del cyberbullismo sia in parte alimentato proprio dalla scarsa attenzione che insegnanti e genitori rivolgono al mondo del web che, sovente, non conoscono o rifiutano a priori o, addirittura, usano con superficialità e scarsa avvedutezza come i ragazzi. I giovani sono, dunque, lasciati soli in balia di questo mare magnum, virtuale ma ricco di insidie reali. E’ fondamentale, quindi, abbattere il muro che separa il mondo adulto, quello dei migranti digitali nati in un mondo analogico e cartaceo, dai nativi digitali che sanno parlare il linguaggio digitale e sanno destreggiarsi molto bene nell’universo virtuale senza, tuttavia, porre in essere le dovute misure precauzionali dettate da un’accortezza e una prudenza che ancora difetta in loro per via della giovane età. Da qui l’importanza e la necessità di progetti, rivolti agli studenti, finalizzati a informare sui pericoli della Rete per evitare che quest’ultima, da formidabile strumento conoscitivo e di apprendimento, si trasformi in una trappola per pesci sprovveduti, non seguiti correttamente dalle figure adulte di riferimento. Ma, soprattutto, sono fondamentali i momenti volti a veicolare una nuova cultura del rispetto per le differenze la cui negazione è alla base di tutti i fenomeni di cyberbullismo.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...